Prima del derby, Cristiano ha detto ai giornalisti che questo sarebbe stato il suo ultimo Mondiale. Nella conferenza di presentazione della partita con la Spagna, il giocatore ha così confermato la frecciatina lanciata settimane prima dalla sorella, Kátia Aveiro, che aveva chiesto ai tifosi di godersi ogni gara, perché sarebbe stata l’ultima Coppa del Mondo del fratello.

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Nella stessa conferenza stampa, prima del duello iberico, Cristiano ha cercato di minimizzare la situazione, definendo “una perdita di tempo” tutte le domande legate all’ultimo Mondiale. Tuttavia, più di chiunque altro, Ronaldo sa che è impossibile evitarle: è uno degli atleti più conosciuti al mondo e il protagonista della enorme schiera di tifosi di tutte le nazioni che negli ultimi 20 anni hanno sostenuto la nazionale portoghese.

Milioni di persone in tutto il mondo indossano la maglia con i colori nazionali, la grande maggioranza con il numero 7, mentre intonano “A Portuguesa”, senza capire neppure una parola di portoghese. Lo fanno per Cristiano Ronaldo.

Il fuoriclasse portoghese ha esordito a 18 anni con la nazionale maggiore, in un’amichevole contro il Kazakistan nell’agosto 2003. Il suo primo grande palcoscenico è stato Euro 2004, giocato in Portogallo. Ronaldo è partito titolare nella finale allo stadio da Luz contro la Grecia, gara finita tra le lacrime dopo la sconfitta dei padroni di casa. Poco dopo, alle Olimpiadi di Atene, Ronaldo ha di nuovo rappresentato la nazionale, segnando anche un gol, ma ha vissuto un’altra esperienza negativa: il Portogallo è stato eliminato prematuramente dal torneo.