Detto, fatto: a meno di tre mesi dall’annuncio fatto a Firenze da Kering durante il capital markets day, era il 16 aprile, l’Accademia delle Eccellenze è diventata realtà. Una conferma dello stile manageriale e del piglio di Luca De Meo, ceo del gruppo francese dal settembre scorso e impegnato nel rilancio di Kering e di tutte le sue maison, a partire da Gucci, ma senza trascurare le altre – Saint Laurent, Bottega Veneta, Balenciaga, McQueen, Brioni, Boucheron, Pomellato, Dodo, Qeelin, Ginori 1735 –, che contribuiscono a vario titolo al prestigio del gruppo e al fatturato (14,7 miliardi nel 2025). Oggi saranno siglati al Mind (Milano Innovation District) i primi memorandum of understanding con otto istituzioni formative del territorio: Acof, Afol, Capac, Galdus, HModa, Its Cosmo, Istituto Modartech e Schola. Sempre oggi, si insedia, con una prima riunione a Palazzo Citterio, il Comitato di pensiero (nome immaginifico e concreto allo stesso tempo), l’organismo consultivo che guiderà lo sviluppo strategico dell’Accademia: un network d’eccellenza guidato da Sabina Belli, ceo di Pomellato e nominata già a Firenze responsabile della struttura voluta da Kering.
Il Comitato consultivo
Di pensieri sicuramente se ne incroceranno molti, perché del comitato fanno parte, in rigoroso ordine alfabetico Andrea Batilla (brand strategist e consulente), Alba Cappellieri (head of Jewellery & Accessory Design del Politecnico di Milano), Angelo Crespi (direttore generale della Pinacoteca di Brera, della Biblioteca nazionale Braidense, di Palazzo Citterio e del Cenacolo Vinciano), Stefania Lazzaroni (direttrice generale di Altagamma), Carlo Mazzoni (fondatore e direttore di Lampoon Magazine), Andrea Raselli (chief operating officer per Kering Jewelry Division Production and Supply Chain), Tommaso Sacchi (assessore alla Cultura del Comune di Milano) e Arduino Salatin (docente all’Istituto Universitario Salesiano di Venezia).











