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Il ruggito del motore si percepisce sempre più forte a Messina. Anticipa di pochi secondi il passaggio della moto che sfreccia impennando. Lo stesso mezzo torna indietro e ripercorre la strada nei due sensi di marcia ripetendo l’ “esibizione”, più o meno riuscita, per molte volte.

La pubblica via trasformata in pista, in questo caso, è il viale Principe Umberto. E non è per nulla raro che accada. Nel tratto del belvedere di Cristo Re, c’è chi mette a repentaglio la propria vita e quella degli altri. Succede ancora.

Le segnalazioni documentate risalgono anche a sabato scorso, giornata di lutto cittadino per Giulia Scimone. Poche ore dopo i funerali della sedicenne, travolta e uccisa da una moto a Torre Faro, c’era chi sfrecciava su una ruota vicino a gruppi di ragazzi radunati presso i locali tra il sacrario e la Rocca Guelfonia.

La recente tragedia ha spostato i riflettori su via Circuito, ma la “mappa” dei rischi riguarda anche altre zone della città. Cristo Re, già sofferente per giochi pirotecnici non autorizzati e “discoteche ambulanti”, è una di queste. E la situazione non migliora nonostante la videosorveglianza.