Nelle magliette. Negli striscioni. Nel sermone di padre Antonello Angemi: «Giulia è viva». Una frase che rimbalza negli occhi e nelle orecchie, all'interno di una Cattedrale che non si era mai vista così piena. La navata centrale, e quelle laterali stracolme di ragazzi e ragazze venute a salutare per l'ultima volta Giulia Scimone, la sedicenne uccisa dalla moto di Alessandro Mondo, mentre impennava in via Circuito. «Giulia è addirittura più viva di molti che sono oggi a riempire questa cattedrale – ha detto Angemi -. Non solo è viva, ma sta parlando, anzi sta gridando: la mia morte non deve essere inutile. Aveva tutto il diritto di vivere. Aveva i suoi progetti, i desideri, i sogni. E legittimamente aspirava ad una vita felice».

Un sermone anche pieno di rabbia, quello di Angemi: «Invece è stata travolta e uccisa senza pietà. La sua morte non può rimanere nel silenzio. Giulia sta parlando a chi scherza con la vita. Non si può morire in strada perché qualcuno ha agito in maniera folle. Per la sconsideratezza, di chi gioca con la propria vita e quella degli altri, solo per apparire sui social, e ricevere qualche like in più. Giulia grida: amate la vita, rispettate la vita, non scherzate con la vita, custodite la vita. Non mettendola a rischio con atti sconsiderati e bravate». Ha detto ancora il parroco di Ganzirri, la frazione dove è avvenuto l'incidente e dove Giulia viveva, e non ha risparmiato neanche bordate alla politica: «Giulia grida anche a chi doveva agire per tempo per garantire la sicurezza, e non l'ha fatto, nonostante tutte le segnalazioni». Tra la folla al duomo di Messina, anche il sindaco di Messina, Federico Basile.