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Quella moto che striscia impazzita graffiando l’asfalto notturno e si trascina per sempre la giovane vita di Giulia non doveva esserci lì davanti a caracollare “impennando”, alzando la cresta e la ruota per “fare figura”. Una corsa assassina che ha ucciso una ragazza. Inconcepibile.
È una pratica indecente, incivile, inumana, insopportabile, quella di alzare la ruota anteriore per sentirsi “migliori”. Si fa negli show dedicati e nelle piste dei circuiti, non in mezzo alla gente o in autostrada e filmandosi pure.
Eppure oramai da mesi la gente di Torre Faro esasperata da queste corse e corsette giornaliere quando calava la sera in via Circuito, lo aveva predetto nelle decine di segnalazioni inviate. Lo avevano detto in tutte le salse che prima o poi questa movida in stile Far West avrebbe stroncato delle vite, avrebbe provocato incidenti gravi, avrebbe fatto vivere in un clima di terrore perenne gli abitanti della zona.
E allora c’è adesso un altro tema di fondo dopo questa ennesima tragedia da affrontare subito. È quello dei controlli costanti anche notturni in tema di prevenzione, per scongiurare altri drammi, altri incidenti, altre ondate di inciviltà motorizzata.










