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Rinaldo Frignani

Dalla ricostruzione del furto di 80 fiale di medicinale emerge come la prima chiave apriva la porta del reparto Farmacia e la seconda, della cassaforte - all'interno dell'ufficio -, era nella disponibilità di chiunque

Tante irregolarità, nessun registro delle presenze e di chi ha maneggiato le chiavi del reparto Farmacia dell’ospedale Israelitico di Roma, alla Magliana. E tantomeno di chi è entrato in possesso di quelle della cassaforte (nella disponibilità di molti nell’ufficio) che custodiva oltre 100 fiale di Fentanest, il medicinale a base di fentanyl, noto negli Usa come la «droga degli zombie». Dagli accertamenti investigativi emergono nuove irregolarità collegate al furto che vale decine di migliaia di euro, mentre il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla sicurezza, Alfredo Mantovano, ha convocato a Palazzo Chigi un vertice con i rappresentanti dei ministeri dell’Interno e della Salute, nonché delle Regioni, sul rafforzamento delle misure di prevenzione e dei controlli previsti dal Piano nazionale di contrasto all’uso improprio del fentanyl.

Non solo la pista dello spaccio, forse agli ambulatori clandestiniI carabinieri stanno ultimando i riscontri nell’ambito delle indagini per furto e spaccio di droga coordinate dalla Procura. Fra le ipotesi non c’è solo quella di un doppio furto (il 22 e il 24 giugno scorsi secondo l’azienda ospedaliera) per impossessarsi di 80 fiale da consegnare ai pusher. C’è anche l’ombra di un’azione su commissione per consegnare poi il Fentanest ai responsabili degli ambulatori medici clandestini che a Roma, come dimostrano indagini passate, sono diversi: presso alcune comunità straniere, ma soprattutto allestiti da professionisti, anche italiani, nel settore estetico ad esempio, dove un potente anestetico è sempre utile. Anche di recente sono stati scoperti locali usati per interventi chirurgici senza autorizzazione e senza abilitazione medica di chi li faceva, dove sono stati sequestrati medicinali di provenienza sospetta.