BOLZANO. Auto e moto a velocità folli lanciate nelle vie della città, soprattutto di notte. A volte per incoscienza, a volte come sfida tra ragazzi. Sempre mettendo a rischio la vita di chi si trova su quelle strade. Sono sempre di più le proteste in queste settimane, Ne abbiamo scritto pochi giorni fa sul giornale. Il sindaco Claudio Corrarati ha affrontato il problema in una recente seduta del Comitato ordine e sicurezza pubblica.
«La città non è un autodromo, io stesso assisto a comportamenti gravemente pericolosi sulle strade». Il sindaco promette: «Aumenteremo i controlli». La città è rimasta completamente senza speed check, come pure i centri principali della provincia. Il decreto Salvini del 2024 ha comportato lo spegnimento di tutti i 16 apparecchi installati dal Comune. È evidente come il venire meno di questo strumento di deterrenza sia una delle cause dell'aumento di velocità lungo le vie cittadine. E ora? All'orizzonte nessuna novità significativa. In base alla normativa nazionale la polizia municipale potrà tornare ad attivare al massimo due speed check. Corrarati ha fatto il punto sulla situazione in consiglio comunale, rispondendo a una domanda di attualità dei Verdi (Cornelia Brugger firmataria), che chiedevano appunto di reintrodurre gli speed check box nei punti sensibili della città. Un nuovo decreto (11 giugno 2026) ha fatto chiarezza sui punti tecnici controversi, ricorda Cornelia Brugger. Ma lo scenario non cambierà, ha replicato il sindaco, leggendo in aula una relazione del comandante Fabrizio Piras.







