Lamin Saidilly a terra bloccato dagli avventori e poi dalla polizia Accanto il coltello e le scie di sangueRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguici"Lo abbiamo visto con gli occhi aperti solo per pochi secondi. È in coma farmacologico, ancora non possiamo stare tranquilli. Continuiamo a sperare standogli vicino. La priorità è la sua salute: il nostro obiettivo è che si riprenda il prima possibile. Tutto il resto può aspettare". Anche le eventuali considerazioni sull’aggressore. La famiglia di Gerardo P., che da sabato mattina si è ritrovata in un incubo, dopo che il cinquantacinquenne, figlio, marito e padre, informatico di professione, è stato accoltellato venti volte da uno sconosciuto, è in un perenne stato di allerta. Unico conforto, la vicinanza degli amici che da quattro giorni non fanno mancare il loro supporto e l’affetto in un momento tanto delicato. Domenica una buona notizia: Gerardo non è in pericolo immediato di vita grazie a due operazioni a cui è stato sottoposto sabato, a cura del trauma team dell’ospedale Niguarda diretto dalla dottoressa Stefania Cimbanassi: i medici hanno suturato le ferite all’addome, per fortuna rimaste in superficie, e al fegato. Anche in questo caso la lama non è penetrata in profondità. Gerardo P. resta comunque in terapia intensiva. "Ha aperto gli occhi per pochi secondi e ora è in coma farmacologico. È stazionario", dicono i familiari.
Il ferito in ospedale: "Occhi aperti per poco. Siamo in tensione"
La famiglia di Gerardo P. e il conforto degli amici







