Fissato per giovedì mattina l’ultimo saluto a Giorgio Marabini, figura centrale del mondo cooperativo e della vita pubblica imolese. Il feretro partirà alle 9 dalla camera mortuaria dell’ospedale vecchio, per poi raggiungere il cimitero del Piratello dove, davanti al Famedio, si terrà un momento commemorativo alla presenza di familiari, amici e rappresentanti del mondo istituzionale e associativo.
La città si prepara così a tributare l’estremo omaggio all’imprenditore e già presidente di Legacoop, scomparso sabato all’età di 84 anni, lasciando un profondo cordoglio in tutto il territorio. In queste ore si moltiplicano le testimonianze di vicinanza alla famiglia, in particolare ai figli Alessia, Lorenzo e Tullia.
Nato a Mosca il 22 luglio 1941 da padre italiano e madre russa, Marabini arrivò a Imola nel 1945, al termine delle vicende che avevano segnato l’esilio politico della sua famiglia. Formatosi al liceo classico cittadino, proseguì gli studi in Economia a Milano, costruendo poi un percorso professionale che ha intrecciato politica, cooperazione e attività imprenditoriale.
Negli anni Sessanta fu segretario della Fgci imolese, mentre nel decennio successivo maturò esperienze nel mondo industriale italiano ed estero. Tra il 1980 e il 1989 fu consigliere comunale, periodo in cui consolidò anche il suo impegno nel sistema cooperativo, fino a guidare Legacoop Imola dal 1985 al 1989. Nel 2003 diede vita alla filiale moscovita di Elettronica Santerno, che diresse fino al 2008. Accanto all’attività manageriale, Marabini coltivò un’intensa produzione culturale e divulgativa, in particolare sui temi della geopolitica, diventando relatore e punto di riferimento per incontri e approfondimenti. In suo onore è stata recentemente intitolata la Sala di Lettura Geopolitica nella sede della Cgil.







