Era legata sotto un portico, accanto a una scatola di cartone. Senza cibo. Senza acqua. E, soprattutto, senza nessuno che sembrasse intenzionato a tornare da lei. Quando i soccorritori sono arrivati, si aspettavano di trovare una gatta terrorizzata, pronta a soffiare o a fuggire. Invece Blue ha fatto qualcosa di completamente diverso: ha alzato lo sguardo verso chi era venuto ad aiutarla e, nonostante tutto quello che aveva subito, ha scelto di fidarsi. È da quel momento che la sua vita ha iniziato a cambiare.
Un salvataggio che sembrava già concluso
La segnalazione è arrivata ad Anna, investigatrice per la protezione degli animali e collaboratrice dell'associazione April's Kittens, nell'Illinois. Con il supporto della polizia di Chicago, i soccorritori sono riusciti a mettere in sicurezza la gatta e a ottenere la cessione dell'animale da parte delle persone che vivevano nell'abitazione. Sembrava la fine di una brutta storia. Poi è arrivata la sorpresa.
Il microchip raccontava un'altra storia
Durante la visita veterinaria, Blue viene sottoposta alla lettura del microchip. I dati non corrispondono alle persone che l'avevano lasciata sotto quel portico. Il microchip risultava intestato ad altri proprietari. L'associazione prova più volte a contattarli. Telefona, invia messaggi, attende una risposta. I messaggi risultano consegnati, ma dall'altra parte non arriva mai nessuno. Nessuna telefonata. Nessuna spiegazione. Nessuna richiesta di riavere la gatta. Terminati tutti i tempi previsti dalla procedura, Blue viene ufficialmente affidata all'associazione.






