Era la fine della giornata: le porte del rifugio di Flamingo, Las Vegas, stavano per chiudersi quando un dettaglio insolito attirò l’attenzione: due trasportini lasciati fuori dalla porta della loro clinica veterinaria, chiusa per il Labor Day. All’interno, una scena che stringeva il cuore. Nel primo giaceva una giovane gatta nera, esausta. Nel secondo, i suoi tre piccoli, che ansimavano per il caldo soffocante. Sopra, un foglio strappato da un quaderno con poche parole quasi scarabocchiate, tanto semplici quanto disperate: “Mi dispiace. Brava gatta. Non ho soldi. Per favore, aiutatela”.
Il grande pacco
Avvicinandosi, i volontari del Homeward Bound Cat Adoption si sono trovati davanti a una scena che raccontava una storia di disperazione: in uno dei trasportini una giovane gatta nera, visibilmente stremata, e nell’altro, tre cuccioli accaldati, che ansimavano affannosamente a causa del caldo. Attaccato sopra con un pezzo di nastro un biglietto breve, ma sufficiente a far capire la situazione: qualcuno, non potendo più occuparsi di loro, aveva deciso di affidarli alla speranza che qualcuno se ne prendesse cura.
Il salvataggio tempestivo
I volontari hanno portato subito dentro i trasportini, offrendo acqua fresca e un luogo sicuro dove riprendersi. Se fossero rimasti all’aperto ancora a lungo, il caldo avrebbe potuto essere fatale. “In quei momenti ogni minuto conta: erano disidratati e spaventati, ma per fortuna siamo arrivati in tempo”, hanno raccontato dallo staff. La micia è stata ribattezzata Italia. Nonostante fosse ancora giovanissima – poco più che una cucciola lei stessa – era già stata costretta a diventare madre. Nei primi due giorni in casa-famiglia è rimasta molto silenziosa, ma ben presto ha iniziato a mostrare il suo vero carattere: dolce, affettuosa, desiderosa di attenzioni. “Italia è una gatta meravigliosa, socievole e molto affettuosa. È evidente che fosse esausta dal ruolo di mamma: ora vuole solo tornare a giocare e godersi finalmente un po’ di coccole”, spiega la volontaria che la sta ospitando.







