Ha attraversato una delle strade più pericolose della zona, portando in bocca un piccolo gattino. Era stanca, affamata, ma determinata. E non si è fatta scrupoli ad entrare nella cucina della famiglia Tamblyn, a Truro, in Cornovaglia, per lasciare il suo piccolo lì, al sicuro. Ma non era finita. Doveva tornare indietro. Altri gattini aspettavano.

Una madre con una missione

La gatta randagia è tornata il giorno dopo con un secondo cucciolo, e poi ancora una volta, portandone un terzo. La famiglia Tamblyn — Jane e Dave, 67 e 76 anni — capì subito che quella non era una semplice visita: quella madre stava cercando disperatamente un rifugio sicuro per i suoi piccoli. Contattarono così il centro Cats Protection, che li rassicurò: i gattini avevano circa cinque o sei settimane, stavano per essere svezzati. Concordarono di tenerli ancora un paio di giorni in una zona protetta del giardino, per facilitare il rientro della madre con eventuali altri cuccioli.

Il giorno della tragedia

La mattina in cui era previsto il trasferimento dei piccoli al centro, la gatta è stata vista mangiare vicino casa. Poi, senza preavviso, salì nuovamente lungo il sentiero che portava al vialetto dei Tamblyn. Forse cercava ancora. Forse aveva fiutato un pericolo. Poco dopo, il figlio minore della famiglia la trovò sull’asfalto: investita da un’auto, morta sul colpo. Dave la raccolse con cura e la seppellì nel frutteto, accanto agli altri animali amati dalla famiglia. Tutti speravano di poterla vedere ancora, una volta che i cuccioli fossero cresciuti. Ma non ci fu più tempo.