Piazza del Popolo inizia a risplendere dal pomeriggio: armigeri, dame, damigelle, priori, popolane e popolani camminano al suono dei tamburi e accolti dai colori delle bandiere. O meglio, piccole dame, piccoli priori e piccoli armigeri, dove di piccola c’è solo la statura; lo sguardo, il portamento, lo spirito è quello dei grandi. È un corteo storico ad introdurre la tredicesima edizione del Palio dei bambini, domenica 5 luglio, gran finale del più ampio progetto "Il Palio si corre… a scuola", in collaborazione con gli Isc Betti, Da Vinci-Ungaretti e Fracassetti-Capodarco.

Le Contrade, nel corso dell’anno, hanno portato il Palio dalle mura della città fin dentro le aule dei ragazzi: una collaborazione che, da alcuni anni, avvicina sia studenti che famiglie alla rievocazione storica e alle realtà storiche dei vari quartieri fermani. Una fusione tra storia, cultura, associazionismo e divertimento, i cui risultati si vedono proprio in eventi come il Palio dei Bambini. Dieci Contrade, dieci squadre, cento bambine e bambini che hanno portato in alto i colori dei propri vessilli.

Prima il saluto dei rappresentanti delle istituzioni, poi l’inizio dei giochi: l’anello che scorre tra le braccia di una catena umana, la corsa a tre gambe, l’assalto – in buca – alla "fortezza", il rubabandiera e, infine, la famigerata staffetta, la Corsa al Palio. Cinque sfide: gioco di squadra, scaltrezza e un pizzico di fortuna. Nel mentre, il tifo del pubblico, lo sventolio dei fazzolettoni, i responsabili delle Contrade che corrono a destra e sinistra, le famiglie che esultano tra un saluto e qualche foto.