SEMPRONIANODa simbolo dell’illegalità a luogo di formazione e cittadinanza attiva. È questo il significato del primo Campus antimafia della provincia, partito a Catabbio, nel comune di Semproniano, all’interno delle villette confiscate alla criminalità organizzata. Per una settimana quindici ragazzi provenienti da diverse zone della Toscana vivranno un’esperienza fatta di laboratori, incontri, testimonianze e momenti di confronto sui temi della legalità, della partecipazione e dell’impegno civile. L’iniziativa, promossa dall’associazione Le Sentinelle di Nonno Nino, rappresenta il primo utilizzo strutturato dei beni confiscati alle mafie nella provincia grossetana e punta a trasformare un luogo che per anni ha rappresentato il potere della criminalità in uno spazio aperto alla comunità e alle nuove generazioni. Nei giorni scorsi il campus ha ricevuto la visita delle istituzioni locali e regionali. Il sindaco di Semproniano Luciano Petrucci, il vicepresidente della Provincia di Grosseto Valentino Bisconti e il consigliere regionale Luca Minucci hanno visitato la struttura accompagnati dal coordinatore del campus e della Consulta per la legalità, Federico Cignelli, che ha illustrato il programma della settimana e gli obiettivi del progetto. "L’idea – ha spiegato Cignelli – è quella di partire da una piccola comunità di giovani per promuovere nuovi stili di vita fondati sul rispetto delle regole, sulla responsabilità e sulla cultura della legalità". Durante la visita si è aperto anche un confronto con Domenico Bilotta, presidente dell’associazione organizzatrice, sul valore del riutilizzo sociale dei beni confiscati e sulle prospettive future della struttura. Per il vicepresidente della Provincia Valentino Bisconti il significato dell’iniziativa va oltre il semplice valore educativo e sulla stessa linea il sindaco Luciano Petrucci, che ha ribadito l’impegno dell’amministrazione comunale nel recupero degli immobili. Anche Minucci ha evidenziato come la collaborazione tra Comune, Provincia e Regione rappresenti la condizione indispensabile per garantire un utilizzo stabile e duraturo dei beni confiscati. Hanno fatto visita al Campus anche il deputato Marco Simiani, componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e ai reati ambientali e insieme al parlamentare presenti il dirigente dell’Asl Toscana Sud Est Claudio Pagliara, il presidente del Consorzio di cooperative sociali Coob Michele Vignali, Patrizia Passalacqua di Olympia de Gouges e Alessio Magnani, direttore della Cooperativa Operaia.
Primo Campus antimafia. Catabbio, legalità e impegno
Nelle quaranta villette confiscate, i giovani a lezione di responsabilità. Molte le visite dei rappresentanti istituzionali. L’iniziativa fino a domenica.









