Calabrò
Beatriz era quasi arrivata al limite della sua capacità di sopportazione da sobria, a un passo dal mettersi a urlare, quando finalmente Everton entrò nella sua stanza, con i capelli bagnati e l’espressione preoccupata di chi non sa per quale motivo, ma è praticamente certo che si tratti di un licenziamento in tronco. Farfugliò qualcosa sul ritardo mostruoso e sull’acqua fredda negli spogliatoi (faceva sempre la doccia arrivando in redazione, mica poteva lavorare sudato) ma Beatriz lo rassicurò con un amichevole "abbiamo bisogno del tuo aiuto!", cui il San Bernardo aggiunse subito alcuni dettagli pratici. Everton rispose nell’unica maniera da evitare, se uno si aspettava un licenziamento ma è stato salvato dalla sorte: disse di no. Non poteva. Troppo impegnato.
"Ma scusa, che cos’hai da fare di più importante di un ricevimento a Villa Abreu?"
Everton sospirò. Non avrebbero capito e non avrebbero approvato, ma d’altra parte non c’era come uscirne se non raccontando, almeno per quello che era riuscito a ricostruire nelle ore passate in riva al fiume.
"Stamattina stavo venendo in redazione in bicicletta, lungo la ciclabile del rio Pinheiros."








