Adesso c’è la conferma ufficiale, nero su bianco nel bilancio 2025 dell’istituto: il colpo dello scorso febbraio alla sede centrale della Banca di San Marino, a Faetano, è stato totale. Tutte le cassette di sicurezza custodite nel caveau sotterraneo sono state violate dai malviventi. Una notizia che trasforma le vecchie indiscrezioni in una pesante realtà per i risparmiatori. L’edificio era stato violato fin nel suo cuore più protetto da ignoti sui quali la Gendarmeria sta ancora indagando. Il perimetro del caveau resta blindato e inaccessibile persino ai dipendenti della banca, rallentando la precisa stima dei danni. Non si conosce ancora l’ammontare complessivo della refurtiva, né quante delle cassette scassinate fossero effettivamente piene. L’episodio ha comunque già lasciato il segno sui conti dell’istituto, provocando una contrazione della raccolta diretta.

Nel frattempo, l’ansia si trasforma in battaglia legale. Chi ha visto svanire oro, gioielli e ricordi di una vita non intende arrendersi. A maggio è nato un comitato di risparmiatori che conta già una ventina di adesioni, con l’obiettivo di chiedere i risarcimenti. Guidati da un legale, i clienti della banca stanno raccogliendo le prove per muoversi sia in sede civile che penale. A mesi di distanza dall’effrazione, tra le vittime prevalgono smarrimento e frustrazione, ma anche la ferma volontà di fare chiarezza sulle responsabilità di un furto che ha violato la loro sicurezza.