ROVIGO - La paghetta continua a essere una delle prime lezioni di “educazione finanziaria” per i più giovani. Il 72% dei polesani la considera ancora uno strumento efficace per insegnare ai figli il valore del denaro, cercando di responsabilizzarli nelle piccole spese quotidiane e avvicinarli alla cultura del risparmio. È quanto emerge dall’ultima indagine dell’Osservatorio Sara Assicurazioni, che fotografa il rapporto delle famiglie rodigine con l’educazione economica delle nuove generazioni. Un tema sempre più attuale in un contesto segnato dall’aumento del costo della vita e dalle incertezze sul futuro lavorativo dei giovani.

I NUMERI Accanto alla classica paghetta, i genitori individuano anche altri strumenti utili per trasmettere una gestione consapevole del denaro. Il 33% ritiene importante coinvolgere i figli nelle spese quotidiane, mostrando concretamente come si organizza il bilancio familiare, mentre il 29% preferisce affidare loro piccole somme da amministrare in autonomia. Resiste anche il tradizionale salvadanaio, indicato dal 16% degli intervistati come valido alleato per imparare a mettere da parte i risparmi e pianificare gli acquisti. Nonostante queste pratiche, non mancano però le preoccupazioni e l’educazione finanziaria in famiglia incontra ancora diversi ostacoli. Oltre la metà dei rodigini (51%), ritiene che bambini e ragazzi non siano sempre pronti a gestire il denaro in modo responsabile, soprattutto nelle fasce d’età più giovani. Il 16% teme possibili comportamenti poco corretti o spese impulsive, mentre un ulteriore 10% evidenzia come parlare di soldi resti ancora un argomento delicato all’interno delle famiglie.IL FUTURO In uno scenario economico percepito come incerto, poi i rodigini pensano molto anche al futuro dei propri figli. Quasi sette famiglie su dieci dichiarano di essere propensi a investire per garantire maggiori opportunità ai ragazzi. In questo modo cercano di facilitare l’ingresso dei figli in un mercato del lavoro considerato instabile, aiutandoli ad affrontarlo con più serenità, tutelare gli imprevisti e sostenere il loro percorso di studi, senza dimenticare il peso crescente del costo della vita. «I dati evidenziano una forte attenzione dei rodigini verso il futuro economico dei propri figli, che si traduce in una propensione all’investimento con una chiara preferenza per soluzioni che garantiscano protezione del capitale e rendimenti, indicati dal 37% e 33% degli intervistati - ha dichiarato Emiliano De Salazar, direttore Vita di Sara Vita - In questo contesto, le polizze assicurative per il risparmio e l’investimento si confermano strumenti efficaci poiché consentono di costruire progressivamente un capitale solido e affrontare con maggiore serenità le sfide future». Per quanto riguarda le preferenze in materia di strumenti di risparmio, oltre alle polizze vita e alle polizze dedicate all’accantonamento di capitale, gli strumenti più scelti sono il libretto di risparmio, indicato dal 25% degli intervistati, e l’investimento immobiliare, che raccoglie il 6% delle preferenze. I dati delineano quindi un quadro in cui l’educazione finanziaria parte ancora dalle mura domestiche dove la paghetta, lungi dall’essere un’abitudine del passato, continua a rappresentare per molte famiglie un’occasione concreta per insegnare ai figli il valore delle scelte economiche quotidiane e l’importanza di gestire con responsabilità le proprie risorse.