La Spezia, 7 luglio 2026 – A distanza di più di quarant’anni ha chiesto la revoca della sentenza con cui il Tribunale militare della Spezia nel 1985 lo aveva condannato a un anno di reclusione per essersi rifiutato di effettuare il servizio di leva militare, ma la Cassazione ha risposto picche, rigettando il ricorso contro l’ordinanza con cui un anno fa il tribunale militare di Roma aveva rigettato la revoca della sentenza spezzina.

Il rifiuto e la condanna

Protagonista, un sessantenne che a metà degli anni Ottanta avrebbe dovuto svolgere alla Spezia il classico servizio di leva obbligatorio, salvo rifiutarsi, professandosi vicino ai principi professati dai Testimoni di Geova, movimento che fu tra i pionieri dell’obiezione di coscienza, rifiutando il servizio militare per motivi religiosi. Per questo motivo, il giovane all’epoca era stato condannato dal Tribunale militare spezzino. Quarant’anni dopo, quel giovane oggi sessantenne ha chiesto la revoca della sentenza in virtù della modifica legislativa che, dal 2005, ha di fatto sospeso il servizio di leva obbligatorio. Il tribunale militare di Roma, lo scorso anno, aveva rigettato la richiesta, ritenendo che le novità legislative non abbiano determinato l’integrale abolizione della leva obbligatoria, ma solo la mera sospensione dell’istituto.