A Maclodio deturpati giardinetto e lapide dedicati allo studente ucciso nel 1975. Il sindaco: "I responsabili siano puniti". FdI: "Ferita alla democrazia"
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Il giardinetto pubblico e la targa intitolati a Sergio Ramelli a Maclodio, nel Bresciano, sono stati deturpati il giorno dopo l’inaugurazione ufficiale. Come riportato dal Giornale di Brescia, sull’episodio sono in corso gli accertamenti delle forze dell’ordine. Uno sfregio, l’ennesimo, avvenuto proprio nel giorno in cui Ramelli avrebbe compiuto 70 anni: lo studente milanese venne ucciso nel 1975 da esponenti di Avanguardia Operaia dopo essere stato aggredito per avere scritto un tema contro le Brigate Rosse. La targa e l’area verde erano state inaugurate per ricordarne la figura e la vicenda.Sull’accaduto è intervenuto il sindaco di Maclodio Simone Zanetti. “Tale gesto è l’espressione proprio della viltà e dell’infamia che si contrappongono agli ideali per i quali si deve onorare la memoria di Sergio Ramelli. Le forze dell’ordine, ovviamente, si sono già attivate affinché i responsabili siano individuati. Responsabili che devono essere puniti”, le parole del primo cittadino: “È possibile imbrattare e danneggiare materialmente una targa di marmo, ma non è possibile imbrattare e danneggiare idealmente la verità e la volontà di onorare simbolicamente la memoria di Sergio Ramelli e di ciò che rappresenta. Sia chiaro, inoltre, che personalmente alcuna azione di presunta intimidazione mi può minimamente scalfire».La vicenda ha provocato l’ira di Fratelli d’Italia. A prendere posizione sono stati la deputata Cristina Almici e il coordinatore provinciale del partito Diego Zarneri: “La notizia ci ha riempito di sdegno e pone in evidenza un gravissimo episodio di odio che non può passare sotto silenzio. Solo ieri abbiamo vissuto un momento di indubbio significato in occasione della dedica ad un giovane che è stato privato della vita in modo tanto ingiusto e prematuro. Sono trascorse soltanto poche ore e, purtroppo, ci troviamo a riflettere su un gesto che evidenza un'inaccettabile intolleranza”. I due esponenti meloniani hanno aggiunto: “Pur senza dimenticare che il sacro diritto al rispetto che hanno indistintamente tutte le vittime, non possiamo non sottolineare la pericolosa presa di posizione di un simile atto, che, ne siamo certi, riceverà la meritata condanna super partes. Rispetto e accettazione delle idee degli altri, anche se diverse dalle nostre, sono colonne irrinunciabili della democrazia. Questo gesto non è uno spregio solo alla memoria di Sergio Ramelli, ma, piuttosto, è una ferita alla democrazia che non può passare sotto silenzio. E deve far rifletter tutti, sia chi la pensa in un modo sia chi ha idee diverse, ma che, in ogni caso, devono poter essere espresse e trovare rispetto”.






