Dichiarato «inammissibile» il reclamo contro la clamorosa sospensione della squalifica della punta statunitense. Cresce la tensione a poche ore dalla sfida a Seattle, tra la furia dei belgi e l'esultanza di Donald Trump

Folarin Balogun sarà regolarmente in campo a Seattle per l’ottavo di finale del Mondiale tra Stati Uniti e Belgio, che si giocherà questa notte alle 2, ora italiana. La Fifa ha rigettato e giudicato «inammissibile» il ricorso d’urgenza presentato dalla Federcalcio belga, che aveva provato a impugnare la decisione shock della Commissione disciplinare di congelare la squalifica dell’attaccante americano. Il capocannoniere degli Usa, espulso durante la scorsa partita, ha quindi ottenuto il via libera definitivo per guidare l’attacco della nazionale di casa. Il ministro degli Esteri parla di «decisione incomprensibile», la Federcalcio denuncia che la Fifa «ha respinto tutte le richieste di spiegazioni». E viene il dubbio che determinante possa essere stato lo zampino di Trump, che ha confermato di aver chiamato il numero 1 della Fifa, Gianni Infantino.

Il cavillo del codice disciplinare che ha salvato gli Usa

Il caso è esploso dopo che la Fifa ha concesso a Balogun una sospensione della sanzione con la condizionale per un periodo di prova di un anno. Per farlo, i vertici del calcio mondiale hanno applicato l’articolo 27 del Codice di disciplina, una norma che permette di congelare i turni di stop da uno a quattro anni: l’atleta può tornare subito a giocare, ma in caso di recidiva la vecchia squalifica si riattiverà immediatamente sommandosi alle nuove sanzioni. Una decisione che ha colto di sorpresa l’intero panorama calcistico internazionale e che ha scatenato la reazione durissima di stampa e istituzioni.