Si chiama martingala quella modalità di gioco alla roulette per cui si punta sul rosso o sul nero e si persevera moltiplicando la posta, nella fantasiosa convinzione che prima o poi uscirà il colore vincente. Ma si sa, la pallina non ha regole e che la probabilità sia calcolabile è un falso mito. Come Antonino Monteleone. Il giornalista ex Iena (tutta una parola) da quando è arrivato nell’azienda pubblica è stato insignito di un programma dopo l’altro a prescindere dai risultati e ogni volta l’azzardo ha avuto la meglio. A questo giro di ruota vedrete che funzionerà, ha pensato la dirigenza e chiusura anticipata dopo chiusura anticipata ha continuato a investire sul suo cavallo. Quest’estate ha ereditato “Filorosso” su Rai Tre, una prima serata di approfondimento tra cronaca e politica. Una bella ventata di novità che punta quasi tutto su Garlasco, tema che il resto del palinsesto ha deciso di trascurare. Così Monteleone, che è giornalista con la schiena dritta quasi come le sue bretelle, l’aria spaurita e il tweet disinvolto, non si tira indietro: «Non vogliamo suggestionare chi è a casa ma solo informare». E a questo punto generalmente volta pagina. Passando dagli auguri di buon compleanno al direttore dell’approfondimento Rai Paolo Corsini, al tema caldo delle mascherine Covid. Un altro po’ di Garlasco con una youtuber e il problema della sicurezza causato dagli immigrati. Garlasco e Villa Certosa, con un servizio in cui l’inviata citofona e le viene risposto di spostare il veicolo che intralcia l’entrata. Poi Garlasco e la parola a Cerno, Garlasco e il punto di Capezzone e in chiusura un approfondimento su Garlasco. In mezzo resta lo spazio per due parole alla sua compagna di viaggio senza cognome Adele (Grossi) sino al capolavoro di Monteleone che lancia un servizio di Monteleone ma preso dal programma “Far West” tanto è uguale, resta tutto in famiglia. Il talk, che andrà avanti tutta l’estate e viste le temperature che sta subendo il telespettatore sembra un accanimento non necessario, ha dato spazio anche all’intervista a Gianni Alemanno, che, a detta del conduttore «ha subito un processo, aggiungo io, con qualche venatura politica». Perché, come si è premunito di spiegare, gli italiani hanno questo incomprensibile vezzo di non accettare i politici che finiscono in galera. Alla fine un montaggino di ispirazione satirica che si apre con un applauso alla premier Meloni. Ovazione alla camera, entusiasmo tra gli alpini, passanti che si sbracciano con entusiasmo e così via. E come avrebbe detto un novello Collodi in una rivisitazione del celebre incipit di “Pinocchio”, «C’era una volta un re, direte voi miei piccoli lettori. No, c’era una volta Rai Tre».
Filorosso, finalmente un nuovo programma per Antonino Monteleone
Rai Tre decide incomprensibilmente di puntare ancora una volta sul giornalista. Che per scompigliare le carte parla addirittura di Garlasco







