La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo. L’estate che si spegne ha preso di mira Stefano De Martino che pure con i suoi pacchi è lì ogni sera a flirtare con la sorte, a sfidare il caso, a giocare con il destino. L’ultimo episodio — il furto del suo Patek Philippe da 40 mila euro con il «trucco dello specchietto» — assomiglia pure a una beffa. Lui, napoletano, scafato come pochi, cresciuto in strada — cameriere, barista, parcheggiatore, fruttivendolo —, insomma uno che ha la faccia furba da quello che ti fa su, fregato con un espediente che ha il sapore dell’inventiva partenopea, l’imbroglio che ti fa sentire l’ultimo degli svegli. L’urto allo specchietto dell’auto, l’istinto naturale di tirare giù il vetro del finestrino, il braccio che armeggia per sistemarlo e i ladri in scooter che strappano l’orologio e se ne vanno. Tempus fugit.