L’Italia deve quasi raddoppiare la capacità eolica installata nei prossimi cinque anni per rispettare il Piano nazionale energia e clima (Pniec). Una parte consistente di questo traguardo potrebbe però arrivare dal repowering, cioè dal rinnovo tecnologico degli impianti realizzati tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila, oggi arrivati a maturità industriale. Secondo le elaborazioni di Elemens, società di analisi specializzata nei mercati dell’energia, circa 6 GW degli attuali 13,5 GW installati nel Paese presentano le caratteristiche tecniche ed economiche per essere ricostruiti con turbine di nuova generazione. Se questo potenziale venisse pienamente valorizzato, potrebbe contribuire per circa il 60-70% della nuova capacità eolica necessaria a raggiungere gli obiettivi del Pniec, che prevede 26 GW di capacità installata entro il 2030.
Al momento, gli impianti candidabili al repowering rappresentano quasi la metà del parco eolico nazionale. L’esperienza dei progetti oggi in iter autorizzativo indica che, dopo il rinnovo tecnologico, la potenza installata aumenta mediamente del 124% rispetto agli impianti originari. In pratica, gli stessi siti potrebbero più che raddoppiare la propria capacità produttiva, contribuendo con circa 7,4 GW di nuova potenza al raggiungimento dei 26 GW previsti dal Pniec, senza occupare nuove aree e riducendo il numero degli aerogeneratori.







