Un nuovo tentativo di fare luce sull'omicidio di Piersanti Mattarella, ex presidente della Regione Siciliana assassinato il 6 gennaio 1980, non ha prodotto i risultati sperati. Gli accertamenti scientifici sull'impronta trovata sull'auto utilizzata dal commando per la fuga non hanno infatti consentito di estrarre profili genetici utili.

La conferma è arrivata nel corso di un incidente probatorio svolto davanti al giudice per le indagini preliminari di Palermo, durante il quale i periti nominati dal tribunale hanno illustrato gli esiti delle analisi.

L'impronta sulla 127 del commando

Il reperto al centro dell'accertamento è un'impronta rinvenuta sullo sportello della Fiat 127 utilizzata dai killer dopo l'agguato avvenuto a Palermo la mattina dell'Epifania del 1980.

Secondo quanto riferito dagli esperti, la nuova perizia condotta con tecnologie genetiche più avanzate non ha consentito di ottenere risultati: il materiale biologico presente sul reperto è stato giudicato non idoneo per l'estrazione del DNA.