Scenari
"Perché ci facciamo 600 km per vedere un'elettrica?": in viaggio verso la Ferrari Luce
Tra V12 e batteria, un test on the road racconta due filosofie di viaggio del Cavallino e lo sguardo di due generazioni diverse
«Che senso ha la Ferrari Luce?». Parto da questa domanda per tornare a parlare della Rossa più criticata di sempre. Di lei avete già letto, visto e sentito di tutto. Io allora vi racconto il viaggio che ho fatto per andarla a vedere a Roma. Un dietro le quinte utile per condividere qualche riflessione, ma anche per capire che cos'è una "Ferrari da viaggio". Lo è la Purosangue che ho "preso" al posto del treno, con quattro posti e la forma di Suv. E lo è a maggior ragione la Luce, con cinque posti e la forma di un'ammiraglia da cinque metri. Questo Milano-Roma non l'ho fatto da solo: con me c'era Jakidale, 26 anni, uno dei creator tech più seguiti d'Italia e grande esperto del mondo Apple. Lui è anche l'altra metà dell'esperimento, perché tra noi ci sono una generazione di mezzo e due sguardi diversi sull'automobile. Quando sono passato a prenderlo, ha guardato la macchina e ha detto solo: «Wah, che mezzo!». La Purosangue, a tre anni dal debutto, ancora non si dà per scontata: continua a stregare chi la incrocia (di rado) su strada. Poi è salito, e la domanda (ironica) è arrivata prima ancora della tangenziale: «Ma perché ci facciamo 600 km a benzina per andare a vedere un'elettrica?».






