Durante Brasile-Norvegia, oltre ai piedi di Vinicius, qualcuno, forse, avrà guardato le scarpe di Morten Thorsby. Perché? Semplice. Le calzature del centrocampista del Genoa sono le prime scarpe da calcio ecologiche al mondo: fatte di canna da zucchero, mais, bottiglie di plastica, semi di ricino e fibre di legno. Materiali naturali o riciclati. Se Thorsby nel centrocampo della Norvegia è un’alternativa, nel mondo invece è un leader: il calciatore più ambientalista del mondo.

Thorsby gioca col numero 2, anche al Mondiale, e non è un numero da mediano. Lo fa per richiamare l’attenzione sull'Accordo di Parigi del 2015, il trattato internazionale che punta a limitare l’aumento della temperatura media globale sotto i 2 gradi. Thorsby nel 2020 ha fondato We Play Green, fondazione nata per trasformare il calcio in un manifesto per la sostenibilità. Quando giocava all’Heerenveen, in Olanda, convinse molti compagni ad andare all’allenamento in bici, non in auto. Il club, sulla scia, avviò alcune iniziative ambientaliste, tra cui l’installazione dei pannelli solari allo stadio.

«Ho sempre avuto una connessione molto forte con la natura, sono cresciuto tra montagna e mare – ha detto Morten a Rivista Undici -. Quando sono andato nei Paesi Bassi, a 18 anni, mi sono reso conto che non tutti hanno questo legame, il calcio è un mondo in cui girano molti soldi e i giocatori vivono dentro una bolla. Noi esseri umani stiamo distruggendo la natura senza rendercene conto. Lì ho capito di dover fare qualcosa. A Genova abbiamo pulito delle spiagge e abbiamo ancora tante iniziative in programma».