Firenze, 6 luglio 2026 – "Dobbiamo rimettere al centro le nostre produzioni storiche e fare in modo che l'attenzione spasmodica della Cina nel conquistare i mercati venga arginata". È uno dei passaggi più netti dell'intervento del presidente nazionale di Confindustria, Emanuele Orsini, intervenuto a Firenze all'assemblea di Confindustria Toscana Centro e Costa, che si è svolta oggi al teatro del Maggio. Un messaggio che mette al centro il tema della competitività industriale europea e della necessità di contrastare lo squilibrio commerciale con Pechino.
Orsini: "L'Europa deve fermare la Cina"
Secondo Orsini, l'Europa deve dotarsi di strumenti comuni per difendere il proprio sistema produttivo. "Quando richiamiamo la necessità di un debito pubblico europeo non lo facciamo per finanziare le piste ciclabili, ma per fare esattamente ciò che fa la Cina", ha detto. Il riferimento è ai consistenti aiuti pubblici che, secondo il presidente di Confindustria, Pechino garantisce alle proprie imprese per favorirne l'espansione sui mercati internazionali.
"Io non credo nei dazi – ha aggiunto – ma credo fermamente nel principio di reciprocità". A preoccupare sono soprattutto i numeri degli scambi commerciali. "L'Europa registra un saldo negativo verso la Cina di 305 miliardi di euro. L'Italia, negli ultimi tre anni, ha accumulato un disavanzo di 46 miliardi, aumentando gli acquisti dalla Cina di quasi 14 miliardi l'anno. Dobbiamo fermarci, perché è in gioco la salvaguardia stessa dell'Europa".








