L'atto d'accusa del presidente degli industriali Emanuele Orsini di fronte alle alte cariche dello Stato: «Bruxelles non capisce cos'è la competitività»

O l’Ue inizia a sostenere con forza le produzioni europee oppure – di fronte alla «colonizzazione» cinese – il destino è quello della desertificazione industriale. È il grido di dolore lanciato all’assemblea di Confindustria dal suo presidente Emanuele Orsini. Ad ascoltare il suo intervento alla Nuvola di Roma c’è il gotha delle istituzioni italiane, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni, i presidenti di Camera e Senato e mezzo governo. Orsini passa in rassegna la situazione economica italiana e internazionale e non nasconde la preoccupazione. Non c’entra solo la crisi di Hormuz, lo smottamento è storico. L’unica vera superpotenza industriale, dice Orsini, oggi è la Cina. «Da sola genera il 35% della produzione manifatturiera mondiale, più di quanto producano insieme gli altri otto principali Paesi industrializzati. Ma la Cina gioca con regole falsate ed esporta nel resto del mondo i propri squilibri, ovvero deflazione e carenza di domanda interna. Sposta un carico gigantesco di merci verso i mercati europei. Non solo prodotti a basso costo, ma anche tecnologie avanzate: settori in cui la Cina ha sovracapacità produttiva mentre l’Europa arranca e arretra». Insomma, Pechino «sta colonizzando i nostri mercati».