Prima ancora del Milan, prima ancora della leggenda rossonera di Gianni Rivera, prima ancora che il calcio italiano consegnasse al Paese uno dei suoi talenti più puri, ci fu una maglia azzurra. E accanto al Golden Boy, nell’Italia olimpica di Roma 1960, c’era anche un ragazzo partito dalla Calabria: Gianni Fanello, centravanti di Pizzo, bomber cresciuto nel Catanzaro, uomo d’area capace di trasformare ogni pallone in un’occasione. È lì, dentro l’estate olimpica del 1960, che le strade di Rivera e Fanello si incrociano davvero. Due Gianni, due destini diversi, uniti prima dalla Nazionale olimpica e poi dall’operazione di mercato che avrebbe cambiato la storia del Milan. Rivera sarebbe diventato il simbolo rossonero. Fanello, invece, avrebbe scritto la sua pagina più luminosa con la maglia dell’Alessandria.

Roma 1960, l’Italia dei giovani e il gol di Fanello

Alle Olimpiadi di Roma il calcio italiano si presenta con una squadra giovane e ambiziosa. In panchina ci sono Giuseppe Viani e Nereo Rocco, il “Paròn”, chiamati a guidare una generazione destinata a lasciare il segno. In quel gruppo ci sono nomi che diventeranno pesantissimi: Rivera, Bulgarelli, Burgnich, Trapattoni, Salvadore. E c’è anche Fanello, attaccante calabrese già esploso con il Catanzaro.