Decine di associazioni di volontariato finanziate grazie al teatro amatoriale. Trent'anni è il traguardo festeggiato dalla compagnia teatrale dell'oratorio Gesù Adolescente di Palermo, i 'Ssà Benerica, che da tre decenni va scena “in modo professionale non essendo professionisti”, come ama dire il regista.

La ricorrenza è culminata al Teatro Savio nella rappresentazione “L'aria del continente 3.0”, una rivisitazione in chiave odierna del classico di Martoglio, che fu anche l'esordio assoluto della compagnia nel lontano luglio 1996.

Tra le fila della compagnia un nucleo di “nativi” è ancora attivo oggi, che da animatori nell'oratorio salesiano Villaurea iniziarono con le “scemette” per l'Opwest (operazione vacanze estive, il Grest di allora), per poi mettere in scena commedie e copioni, classici e inediti, sempre con l'ambizione di fare riflettere su temi sociali (mafia, omosessualità, ludopatia, emigrazione, sofferenza), in sintesi riso e sorriso. Il tutto condito da un fine benefico, poi divenuto evento annuale dal 2013 con la manifestazione “Se ognuno fa qualcosa” che permette a decine di realtà di Palermo di fare un autofinanziamento per i propri progetti solidali.

La compagnia si è evoluta, è cresciuta quasi parallelamente alle strutture salesiane. San Giovanni decollato, Il malato immaginario, Miseria e nobiltà, Hakuna Shida, Tato' Tiermini per citare solo alcuni dei titoli portati su canonici palcoscenici, ma anche su veri e propri teatri all'aperto, improvvisati e inimmaginabili, come la miniera di Floristella in provincia di Enna, dove davanti a oltre tremila scout dell'Agesci Sicilia fu messo in scena “U culuri di l'amuri”.