Il nodo che l’Italia porta al vertice Nato è come continuare a sostenere l’Ucraina senza separare la spesa per la difesa dalla tenuta industriale europea. La linea rivendicata da Crosetto punta a tenere insieme aiuti a Kyiv, credibilità verso gli alleati e uso delle risorse in modo da rafforzare anche produzione, occupazione e autonomia strategica
Alla vigilia del vertice Nato, Guido Crosetto, intervistato da Sky Tg24, difende la posizione italiana e respinge l’idea che Roma abbia mancato agli impegni assunti con gli alleati. Il ministro lega il sostegno all’Ucraina a una revisione più ampia delle priorità della difesa, segnata dall’evoluzione tecnologica e dalla necessità di usare le risorse pubbliche con maggiore selettività. La linea indicata prova a tenere insieme affidabilità atlantica, continuità degli aiuti a Kyiv e rafforzamento della capacità produttiva italiana ed europea.
Il sostegno all’Ucraina
Crosetto ribadisce che l’Italia continuerà a sostenere Kyiv, pur legando l’entità dei prossimi interventi alle risorse che saranno disponibili. “Noi abbiamo sempre aiutato l’Ucraina, continueremo a farlo perché la consideriamo un presidio di libertà per tutta l’Europa e di difesa di tutta l’Europa”, afferma. La scelta conferma la continuità politica con gli aiuti forniti finora, ma lascia aperto il tema della copertura finanziaria. Il ministro rinvia alla prossima manovra la definizione del contributo italiano e richiama il peso crescente degli strumenti europei, pensati per coordinare l’assistenza e ridurre la frammentazione tra i singoli Paesi.











