Patti Smith parla a El Mundo da Arles, nel sud della Francia, dove il centro d’arte contemporanea LUMA ospita la più grande presentazione europea di Correspondences, il progetto multimediale che da dieci anni realizza insieme al Soundwalk Collective. Se tutti la conoscono come cantautrice, poetessa e scrittrice, sono forse ancora in pochi a sapere che l’icona del rock porta avanti da anni anche un’intensa attività nelle arti visive, proprio quella che le è valsa il recente Premio Principessa delle Asturie per le Arti.
L’intervista al quotidiano spagnolo è l’occasione per presentare Correspondences, ma anche per parlare dell’attualità politica internazionale. “Credo che oggi la Spagna sia il Paese più interessante d’Europa dal punto di vista politico”, afferma la cantautrice. E sugli Stati Uniti aggiunge: “L’atmosfera che si respira lì è terribile. Mi vergogno, provo più rabbia e tristezza di quanta riesca a esprimere. Io non sono nazionalista, mi considero una persona globale. Se voglio ascoltare qualcuno di intelligente e compassionevole, ascolto il presidente del governo spagnolo oppure Papa Leone”. Poi, evitando accuratamente di pronunciare il nome di Donald Trump, torna a elogiare il premier spagnolo: “Almeno Pedro Sánchez ha il coraggio di opporsi a Paesi con così tanto potere, denaro e fanatismo. Questo mi dà speranza”.







