Dopo la terza intimidazione subita nel giro di venti giorni, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla ha incontrato i titolari del bar Cheri. Tornato da una missione all'estero, il primo cittadino si è recato allo Zen per mostrare vicinanza e solidarietà a proprietari e dipendenti del locale in via Ignazio Mormino colpito nei giorni scorsi da una raffica di kalashnikov.«Siamo con voi e vi aiuteremo» ha detto Lagalla, che nei prossimi giorni farà visita anche ad altri imprenditori che in questi mesi sono stati colpiti dagli emissari di Cosa nostra.I precedenti

Il bar Cheri nelle ultime settimane è finito nel mirino di Cosa nostra: il 17 giugno, davanti al bar, erano stati piazzati un petardo, alcune bottiglie contenenti benzina e un foglietto con la richiesta inequivocabile di pizzo: «5000», come gli euro da corrispondere a titolo di «messa a posto».Appena una settimana dopo, il 24 giugno, una nuova intimidazione: alcuni giovani appiccarono il fuoco ai condizionatori esterni del bar. Sul posto erano intervenuti vigili del fuoco e polizia, che avevano acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza. Adesso il salto di qualità, con l’uso dell’Ak-47