Nell’ambiente un po’ di puzza sotto il naso, verso chi alternava cinema e serie, c’era. Poi Paolo Sorrentino, Marco Bellocchio e Ferzan Ozpetek hanno deciso di valicare il confine tra cinema e tv. Storie come “The young Pope”, “Esterno notte” e la serie da “Le fate ignoranti” hanno abbattuto le barriere». Massimiliano Gallo è uno degli artisti che hanno sempre rifiutato etichette e confini: «Ho recitato in tanti film d’autore, sono stato per nove volte alla Mostra di Venezia, ho fatto teatro, scrivo i miei spettacoli», prosegue l’attore: «Di recente ho esordito alla regia per il grande schermo, in “La salita”, ma adoro i ruoli nelle serie tv. Permettono di raccontare i personaggi a tutto tondo». Per illustrare l’aspetto seriale dell’arte di raccontare storie l’audiovisivo italiano ha voluto dotarsi di un festival che, come durata, budget e ricchezza di proposte, invidia ben poco alle maggiori manifestazioni internazionali dedicate al cinema. Si chiama Italian Global Series Festival, è alla seconda edizione e si svolge a Rimini e Riccione (fino all’11 luglio). «La terra di Fellini e dell’accoglienza», nota Lucia Borgonzoni, sottosegretaria leghista del Mic che l’ha creato con Chiara Sbarigia, presidente di Apa, l’associazione dei produttori audiovisivi.«La grande serialità racconta la nostra cultura popolare e ha un’importanza industriale internazionale per le nostre aziende anche più rilevante del cinema. È importante che abbia una vetrina», sottolinea Sbarigia, già ideatrice del Roma Fiction Fest. Al Global Series, diretto da Marco Spagnoli, vedremo anteprime di nostre serie come l’attesissima “La famiglia Panini - L'avventura delle figurine” di Rai Fiction, con Serena Rossi e Edoardo Pesce nei panni dei creatori della celebre casa editrice degli album da collezione, sopravvissuti alla guerra e alla liberazione dal nazismo.Dalla Rai arriveranno anche “I casi di Teresa Battaglia - Figlia della cenere”, “One of Us”, “Una piccola formalità” di Davide Marengo con Pilar Fogliati, “Una finestra vista lago”, “Libera 2” e “L’ombra” dei Manetti Bros. Ma a colpire è la proposta internazionale, con la World Premiere di “Benidorm Is Murder” e la prima del thriller coreano “Speaking Dead”. E poi “Secret Service” di James Marsh, “Falling” di Jack Thorne, Hungry Paul, con la voce narrante di Julia Roberts e “Le Rouge et le Noir” di Gaël Morel, dal capolavoro di Stendhal. «Tante le masterclass con i creatori di serie da tutto il mondo», promette Spagnoli. E la celebrazione di eroi di settore come “Titus Welliver”, interprete delle sette stagioni di Bosch che Prime Video ha tratto dai thriller di Michael Connelly. «Celebreremo il nuovo adattamento de “La casa nella prateria”, i trent’anni di “Un posto al sole”, i cinquanta di “Gesù di Nazareth” e i sessanta di “Star Trek”». Tra i premiati Robert Powell, Sabrina Ferilli, Marco Giallini, Lino Banfi, Rita Pavone, il produttore Roberto Sessa. Al Global Series Gallo porterà la terza stagione di Vincenzo Malinconico, di cui è anche autore: «È tra i ruoli che più mi somigliano, un antieroe non interessato a vivere la vita come una gara».
Eroi santi e antieroi
La World Premiere di “Benidorm Is Murder”, la prima del thriller coreano “Speaking Dead”. E le opere italiane come la terza stagione di Vincenzo Malinconico con











