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Redazione politica
Le parlamentari di Italia viva non condividono l'iniziativa delle colleghe che temono una penalizzazione dell donne
«Care colleghe, non firmeremo il vostro appello e anzi pensiamo che il vostro approccio sia radicalmente sbagliato. Rinunciare alle preferenze perché almeno vengono elette più donne significa avere una idea della politica e delle donne che noi non condividiamo. Le preferenze restituiscono potere ai cittadini. Casomai è importante consentire la doppia preferenza di genere, ma negare le preferenze significa allontanare i cittadini dalle decisioni». Così le capogruppo di Italia Viva al Senato e alla Camera, Raffaella Paita e Maria Elena Boschi, rispondono all'appello bipartisan che è stato sottoscritto da alcune parlamentari in merito alle preferenze. «Noi guidiamo gruppi parlamentari, siamo state elette da colleghi e colleghe, non abbiamo timore di misurarci con consenso. Pensare che per tornare in parlamento ci si debba affidare solo ai segretari di partito e non alla nostra capacità di raccogliere voti ci trasforma in panda», spiegano.
«Chi di noi viene da una culturale democratica e liberale, infine, non può avere paura del merito e affidarsi alla cooptazione. Il nostro partito, Italia Viva non solo è guidato in Parlamento da due donne ma ha espresso solo donne anche per gli incarichi di ministro, come peraltro Elena Bonetti avrà modo di ricordare», continuano Paita e Boschi. «Ancora prima ricordiamo che quando un partito ha candidato come capoliste alle europee cinque donne ha ottenuto il record storico di voti della storia degli ultimi sessant'anni e le stesse capoliste sono state tutte elette. Per questi motivi ci auguriamo che tutte voi e specialmente alcune di voi abbracciate con noi la battaglia per le preferenze anziché lottare per la cooptazione. Viva il merito, sempre», concludono.










