De Franchis

"Abbiamo una responsabilità che va oltre il nostro mandato personale". Lo ribadisce più volte, l’onorevole Elena Bonetti, presidente di Azione ed ex ministra per le Pari opportunità (ha ricoperto l’incarico dal 2019 al 2022). Bonetti è prima firmataria della lettera aperta contro l’introduzione del voto di preferenza nella nuova legge elettorale: oltre ad aver scatenato un acceso dibattito sui social, l’appello ha oltrepassato le divisioni di partito, raccogliendo adesioni bipartisan.

Elena Bonetti, perché ha scelto di promuovere questo appello?

"Dobbiamo cogliere l’occasione di una riforma della legge elettorale, che io e il mio partito non abbiamo sostenuto, per almeno avvicinarci il più possibile al dettato costituzionale, in particolare all’articolo 3, che stabilisce come sia compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che limitano l’eguaglianza delle cittadine e dei cittadini". L’obiettivo, quindi, va al di là delle dinamiche del voto.

"Le donne costituenti erano 21 su 556. Si figuri se avessero deciso che, in fondo, siccome loro ce l’avevano fatta, andava bene così. Si sono battute perché più donne dopo di loro potessero entrare nelle istituzioni e assumere un ruolo di governo e di impegno politico. E a noi spetta quel compito, ancora aperto".