Una meravigliosa catena umana per denunciare il rischio che Es Trenc possa progressivamente trasformarsi in una nuova destinazione del turismo di massa, con infrastrutture, parcheggi, servizi balneari e nuove strutture ricettive che finirebbero per snaturarne l'identità
@GOB Mallorca
Una lunghissima catena umana affacciata sul Mediterraneo, migliaia di persone mano nella mano per difendere uno dei luoghi più iconici delle Baleari. È accaduto nelle scorse a Maiorca, dove circa 10mila cittadini hanno dato vita a una mobilitazione senza precedenti per chiedere che Es Trenc, una delle spiagge più incontaminate dell’isola, continui a essere protetta dalle nuove pressioni urbanistiche e turistiche.
Con lo slogan “Né prima, né ora, né mai: Es Trenc non si tocca”, la protesta ha trasformato l’Arenal de sa Ràpita in un simbolo della difesa del territorio: una meravigliosa catena umana lunga circa tre chilometri che ha unito residenti, famiglie, ambientalisti e cittadini preoccupati per il futuro degli spazi naturali maiorchini.
Es Trenc è infatti molto più di una spiaggia. Con le sue dune, le acque cristalline e gli ecosistemi costieri che ospitano numerose specie animali e vegetali, rappresenta uno degli ultimi grandi tratti di costa ancora relativamente intatti delle Baleari. Proprio per questo è diventata il simbolo di una battaglia più ampia che riguarda l’intero territorio dell’isola.










