Forte sprint di Fincantieri in Borsa questa mattina con il titolo del colosso italiano della cantieristica che mette a segno un +13,12% (andamento alle 10.30). Il balzo in avanti arriva dopo l'annuncio di una serie di acquisizioni che puntano a fare del gruppo un "campione internazionale" nel settore della subacquea. In mattinata è stato annunciato un programma di quattro acquisizioni per accelerare nei droni marini e nella subacquea civile e militare con un esborso iniziale di circa 600 milioni di euro. Come spiegato in una nota, sono stati raggiunti accordi per l’acquisizione della maggioranza del capitale di Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e di Defcomm. «Nasce il primo operatore verticalmente integrato della subacquea, con 8 realtà leader nelle loro rispettive attività in grado di orchestrare soluzioni end-to-end integrate lungo tutta la catena del valore in maniera sinergica, dal hardware al software e alle telecomunicazioni, dalla fornitura di mezzi subacquei all’erogazioni di servizi, beneficiando di cross-selling, sviluppo prodotti congiunto, economie di scala e di scopo, accelerando la strategia del segmento underwater indicata nel Piano Industriale 2026-2030» spiega il comunicato. L’operazione fa seguito all’acquisizione e all’integrazione con successo di Wass nel 2025 e Remazel nel 2024 e costituisce l’impiego del capitale raccolto con l’operazione di capitale in ABB conclusa con successo nello scorso febbraio grazie a condizioni di mercato favorevoli. Gli analisti hanno commentato con grande favore alla mossa del gruppo guidato da Pierroberto Folgiero. «Valutiamo l'annuncio positivamente, considerandolo esattamente allineato all'utilizzo atteso dei proventi raccolti tramite ABB, cioè M&A in un business ad alta crescita, alta marginalità e multipli superiori rispetto alle altre divisioni del gruppo», sottolineano gli analisti di Intermonte. L'operazione è «industrialmente sensata» e finalizzata a costruire «intorno a Nextgeo», la più consistente delle quattro acquisizioni, «una piattaforma tecnologica con WSense, Graal Tech e Defcomm» così da trasformare Fincantieri da «technology/platform provider a vero service provider integrato nell'Underwater». L'operazione è "molto" accrescitiva per la divisione, che nel 2026 vedrà i ricavi aumentare del 43% e l'ebitda del 57% rispetto alle stime pre-deal del broker, con un contributo di 60 milioni all'utile netto 2026 che salirà a 130 milioni nel 2030. Grazie alle acquisizioni, rileva Equita, Fincantieri «diventa un player globale nel segmento dell'underwater riunendo sotto un unico presidio nazionale tutte le tecnologie e le competenze in un mercato che rimane frammentato» e «si integra verticalmente» diventando «il primo operatore nazionale in grado di fornire soluzioni end-to-end espandendo il proprio business ai servizi». «Le operazioni rafforzano il posizionamento di Fincantieri nel segmento Underwater» con un contributo pro-forma stimato dal broker «dell'11% al fatturato di gruppo» e «di circa 30% sull'ebitda», offrendo «importanti prospettive di crescita» e «permettendo a Fincantieri di entrare nel settore dei servizi». «I deal inoltre fanno venir meno l'incertezza legata all'operazione di aumento di capitale di febbraio indicando chiaramente l'allocazione dei proceeds», cioè degli incassi legati all'aumento di capitale, mentre «andranno invece valutate le sinergie per comprendere la value creation dei deal».