di
Francesco Mariucci
Il campione in possesso di Sandro Donati in occasione dei Campionati tedeschi dovrebbe essere verificato in un laboratorio italiano o in una struttura universitaria, in modo da evitare legami con l'agenzia antidoping
«Stiamo esaminando e approfondendo l'effettiva possibilità di far analizzare privatamente la terza provetta di Alex Schwazer in un laboratorio italiano». A confermare la notizia, anticipata nella mattinata di lunedì 6 luglio dall'agenzia Agi, è Gerhard Brandstätter, il legale del marciatore altoatesino che solo poche settimane fa è stato trovato positivo all'Epo in occasione di un controllo antidoping. Quella rilevata in occasione dei Campionati tedeschi di marcia open è la terza positività nella carriera di Schwazer, che da subito ha respinto ogni addebito: «Sono innocente, non ho assunto né Epo né altre sostante vietate. Io questa volta non mi difenderò più. Non ho più la forza e l'energia per farlo» erano state le parole del marciatore in una conferenza stampa convocata subito dopo la diffusione della notizia. La «terza provetta» alla quale fa riferimento il legale è quella conservata da Sandro Donati a margine del controllo in Germania: «Bisogna dar atto al professor Donati di essersi fatto consegnare almeno una terza provetta di urina, la sua innocenza è in questa provetta» raccontò Brandstätter in quell'occasione.






