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Paolo Centofanti

Il progetto puntava a unire due delle più grandi collezioni di videogiochi al mondo per creare un archivio internazionale accessibile al pubblico composto da oltre 60.000 tra videogiochi su cartuccia, floppy disk, CD, DVD e molto altro

Il progetto di un grande archivio pubblico contenente gran parte dei videogiochi mai realizzati, una sorta di Biblioteca di Alessandria videoludica, è a quanto pare destinato a rimanere un sogno. Il progetto, denominato Internationale Computerspielesammlung (ICS), in italiano Collezione Internazionale di Videogiochi, era nato nel 2019 con il supporto dell’allora ministra del digitale del governo tedesco Dorothee Bär, e doveva riunire in un unico archivio fisico due grandi collezioni, quelle del Museo dei videogiochi di Berlino e dell'Unterhaltungssoftware Selbstkontrolle (USK, organismo tedesco di classificazione dei videogiochi), più diversi altri contributi, per un totale di oltre 60.000 tra computer e videogiochi su cartuccia, floppy disk, CD, DVD e Blu-ray, oltre a confezioni, manuali, materiale pubblicitario e ulteriore hardware. Al progetto partecipavano anche l'associazione di categoria della Germania, Game, la sua fondazione Digitale Spielkultur e il Centro per la ricerca sui videogiochi dell'Università di Potsdam.