Una volta si volevano male. Ragazzi e, soprattutto ragazze. La nostra giornalista Valentina Reggiani ha ha scritto un libro che è un lungo viaggio nelle comunità del CEIS (Centro Italiano di Solidarietà, rete di organizzazioni e comunità terapeutiche no-profit: il primo centro fu fondato a Roma da don Mario Picchi nel 1982, ma oggi esistono diverse sedi autonome in tutta Italia). Ha incontrato diverse ragazze, quasi tutte minorenni, ognuna con una storia, un vissuto e una sofferenza: dalle dipendenze – droga, alcol o affettiva – all’autolesionismo, dall’isolamento sociale ai disturbi alimentari e psichiatrici.
Il libro si intitola ’Il Disagio giovanile: testimonianze di rinascita al femminile’. “È solo toccando il fondo che poi riesci a ritrovarti” hanno affermato le ragazze intervistate. Sono storie che da un lato fanno paura, ma dall’altro rappresentano segnali di speranza. Perché le storie di queste dieci ragazze rappresentano sì un viaggio all’inferno, ma ora queste loro stesse stanno meglio e quindi c’è la dimostrazione, vivente, che da questi inferni si può uscire.
1 SILVIA
"Mi consideravo una pazza, non vedevo vie d’uscita fino a che non arrivò quella diagnosi: disturbo di personalità borderline. E mi si è aperto un mondo. Mi sono sentita meno sola, ma ho continuato a vedere come unica soluzione possibile la morte. A quel punto ho tentato il suicidio e ben più di una volta".






