Sebbene anche nelle scienze sperimentali viene utilizzata per la programmazione degli esperimenti o per l’elaborazione dei dati, l’intelligenza artificiale non ha (ancora) trovato il modo di maneggiare una provetta in laboratorio. Non incontra invece questi limiti fisici in una scienza teorica come la matematica pura, dove ha già iniziato a sfornare risultati sorprendenti.

Alle Olimpiadi Internazionali della Matematica (IMO) l’anno scorso ha partecipato anche Google, iscrivendo un chatbot, Gemini Deep Think, in grado di leggere i quesiti in inglese, “ragionare” e offrire una soluzione.

Le IMO rappresentano la competizione più prestigiosa al mondo per giovani matematici non ancora iscritti all'università. Ogni Paese può presentare sei partecipanti che si cimentano nella risoluzione di sei problemi di eccezionale difficoltà. Le medaglie vengono assegnate alla metà migliore dei concorrenti: circa l'8% ottiene la prestigiosa medaglia d'oro.

L’intelligenza artificiale di Google ha risolto correttamente cinque dei sei problemi assegnati dalla competizione e il risultato è stato sufficiente a garantirle un posto sul gradino più alto del podio. Due anni fa, altri due modelli (AlphaProof e AlphaGeometry) avevano già ottenuto la medaglia d’argento.