di Stefano FoglianiSASSUOLOC’era uno strano silenzio, dentro questa lunga estate neroverde. Era quello che circondava Andrea Pinamonti: in altre stagioni, il centravanti di Cles era oltremodo chiacchierato, mentre questa estate, che peraltro lo manderà in scadenza, sembrava oltremodo tiepida nei confronti di uno dei pochi attaccanti italiani in grado di andare in doppia cifra, spesso e volentieri, nella massima serie.

Intendiamoci, l’ingaggio pesa non meno delle volontà di un Sassuolo che vende malvolentieri e non svende praticamente mai, il valore di mercato del giocatore – il Sassuolo lo pagò 20 milioni, ma l’investimento fatto nel 2022 è ampiamente ammortizzato, ma per meno di una 15na di milioni difficilmente i neroverdi se ne priveranno – è un altro fattore che non incoraggia, ma gli ultimi giorni, il silenzio, sembrano averlo interrotto. Siamo, o saremmo, solo a timidi sondaggi, rilanciati come tali, da parte della Fiorentina che sembra ben decisa a fare spesa nel distretto ceramico (sull’agenda di Paratici ci sono anche, e non da ieri, Volpato e soprattutto Thorstvedt) per restituire a Fabio Grosso almeno un paio, se non di più, dei suoi ‘pupilli’ e da parte di una Lazio i cui limiti di spesa sul mercato che verrà sono tuttavia ben noti. Tant’è: Pinamonti nelle ultime cinque stagioni ha giocato, tra campionato di serie A e Coppe, 183 gare, ha segnato, tra Sassuolo e Genoa, dove ha fatto una stagione in prestito, 50 gol, l’agone della massima serie è da sempre il suo ‘cortile di casa’ – dopo le giovanili nell’Inter, per lui, solo serie A, dove ha debuttato a 17 anni – e ci sta che, per un giocatore che va a scadenza la prossima stagione, qualcosa, finalmente, si muova. Lui, che ha sempre detto che a Sassuolo sta benissimo sogna comunque, ci mancherebbe, una big, il Sassuolo dà comunque l’idea di puntarci, anche perché su un giocatore con quei numeri lì non puoi puntare, se sei il Sassuolo.