HomeSportRedBird, progetto aperto. Varese può cambiare nomeSi pensa a due palazzetti, Masnago per la Serie A e San Donato in Nba Europe. Dialoghi ancora in corso tra Oaktree e Olimpia per una quota di minoranza.Gerry Cardinale, numero uno di RedBird, è proprietario del Milan dal 2022Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciCosa c’è dietro l’offerta di RedBird a NBA Europe? Non solo la volontà di entrare nel grande progetto cestistico che la NBA vuole lanciare nell’autunno 2027, ma un disegno molto più ampio: costruire una nuova identità sportiva tra Milano, Varese e il Nord Italia, sfruttando la forza economica del fondo di Gerry Cardinale e la tradizione di una piazza storica come quella varesina.
Ma il basket italiano, e lombardo, sarà pronto a tutto questo? Il punto di partenza è noto: RedBird ha presentato un’offerta vincolante per la franchigia milanese di NBA Europe e oggi appare in posizione forte nella corsa. Ma il cuore dell’operazione è la partnership con Pallacanestro Varese, accordo che risulterebbe definito da mesi.
Una mossa fondamentale, perché per partecipare a NBA Europe servirà anche una presenza nel campionato nazionale. E qui entra in scena il sodalizio retto da Luis Scola, ex giocatore NBA. Lo scenario di partenza prevede una doppia dimensione. In LBA la squadra continuerebbe a giocare a Masnago, nel solco della tradizione varesina. In NBA Europe, invece, il progetto si sposterebbe a San Donato, dove RedBird immagina una nuova arena collegata anche ai piani infrastrutturali del Milan. Due palcoscenici, due competizioni, forse due identità comunicative diverse. Nodo degno di nota resta il nome. Non A.C. Milan Basketball, non semplicemente Pallacanestro Varese. L’idea sarebbe quella di un brand nuovo, capace di andare oltre Milano e oltre Varese, richiamando un’area più ampia: la Lombardia, forse tutto il Nord Italia. Una scelta commerciale comprensibile, ma sportivamente sensibile.






