Registri praticamente inesistenti, la chiave alla portata di chiunque e ora il tempo che rischia di ostacolare ancora di più le indagini. Cosa non torna sul furto che può valere 20mila dosi di fentanyl all'ospedale israelitico di Roma

Non è più così scontato per gli inquirenti di riuscire a trovare qualche indicazione dalle immagini delle telecamere interne dell’ospedale israelitico di Roma. La scena del furto di 80 fiale di fentanyl dalla farmacia dell’ospedale si sta ormai allontanando nel tempo, vero nemico in questo caso per chi indagata. Come spiegano sul Messaggero Federica Pozzi e Luisa Urbani, infatti, più i giorni si allontanano dal momento del furto e più aumenta il rischio che le telecamere del nosocomio abbiano già sovrascritto le immagini utili a individuare i responsabili. I filmati sono comunque stati acquisiti dai carabinieri, che coordinano l’inchiesta insieme ai pm della procura di Roma, e verranno passati al setaccio nei prossimi giorni.

Quando è stato scoperto l’ammanco di fentanyl

Tutto parte dal 23 giugno, data in cui un primo conteggio ha fatto emergere la mancanza di 60 fiale dalla cassaforte della farmacia. Il giorno dopo, un secondo controllo ne ha rivelate altre 20 sparite, un dettaglio che ha portato gli inquirenti a ipotizzare due furti avvenuti in momenti diversi e non uno solo. È scattata quindi la denuncia della responsabile della farmacia ai carabinieri del Trullo, con l’apertura di un fascicolo per furto e detenzione ai fini di spaccio, seguita dal lavoro del Nucleo investigativo, del Nas e della Compagnia Roma Eur.