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Federico Cella, inviato a Miami

Il capo Fifa degli arbitri: «Prevenire possibili errori migliora lo spettacolo dello sport»

«Veniamo da un passato dove, nel calcio, c’era una sola persona deputata a prendere decisioni, l’arbitro. Ed è ancora così, ma non è più da solo: ora il direttore di gara ha una serie di strumenti che lo aiutano a valutare in modo più corretto. E comprensibile per il pubblico». Abbiamo incontrato Pierluigi Collina a Miami, dove si trova il quartier generale Fifa per i Mondiali 2026. E il responsabile degli arbitri per la Federazione usa un esempio illuminante per rispondere — senza entrare nel dettaglio dei singoli episodi — alle polemiche sull’utilizzo massiccio di sensori e algoritmi Ai nella competizione giocata in tre Stati.

«Ci siamo trovati davanti a due possibilità: fare del calcio una sorta di comunità isolata, come quella amish in Pennsylvania, dove si vive ancora senza tecnologia. Oppure introdurre novità che non solo aiutano i colleghi, perché anche i più bravi possono sbagliare, ma forniscono a tutti — in campo e a casa — gli elementi per poter valutare la decisione dell’arbitro». Collina, in compagnia di Romy Gai, chief business officer Fifa, racconta di un calcio più trasparente, che così apre in via definitiva il proprio spettacolo al mondo.