Cardinale sempre più al comando dei rossoneri
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Non c'è due senza tre. Dopo i due tentativi, falliti, con Fonseca prima e Conceiçao poi, il Milan di Cardinale ripercorre per la panchina la rotta portoghese e inaugura oggi, col suo arrivo, l'era di Ruben Amorim, cresciuto nel Benfica da calciatore ed emerso da allenatore con lo Sporting.È reduce anche lui dall'esperienza deludente con il Manchester United che è stato un buco nero da quando è passato sotto il controllo finanziario della famiglia Glazer (Usa) e secondo taluni il dato non dovrebbe fare testo. È stato scelto da Cardinale ed è questo il suo vero asso nella manica perché, per la prima volta da quando RedBird ha liquidato Elliott, il numero uno del fondo è sceso personalmente in campo a guidare le sorti del club dopo aver licenziato in tronco l'intera linea di comando rossonera.
Grazie a questa intesa è riuscito nell'intento di colmare, dopo anni di ricerca sfortunata, il vuoto lasciato dalla partenza di Giroud: ha indicato e ottenuto, con una spesa super molto contestata, Gonçalo Ramos. A ruota è in arrivo Gila, già contattato da Tare e Allegri segno, che tutto il lavoro compiuto nelle settimane precedenti dal Milan non è stato cestinato. Non solo. Ha anche corretto una traiettoria sbagliata in materia di settore giovanile: ha provato a riportare a casa Liberali senza riuscirci ma nel frattempo ha suggerito di blindare i contratti di Camarda e Comotto. Ha davanti una montagna da scalare, fatta di scetticismo dovuto alla contestazione nei confronti di Cardinale.









