La memoria di un locus amoenus ricostruita dall'Arcipelago Botanico, installazione site specific dell'artista Agostino Iacurci a cura di Valentina Ciarallo che trasforma la corte in un giardino inedito

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Un Arcipelago Botanico nel chiostro del "Portrait" che nel meriggio estivo ha toni dechirichiani e metafisici. Perché, al di là del maestoso portale che dà Corso Venezia, c'era una volta un giardino, in mezzo a tante colonne.E allora questa settimana cosa bere sceglietelo voi. La lista è ricca: tra vini, cocktail e mocktail non ci sarà problema e così la rubrica potrà essere dedicata a quello che dopo la riqualificazione e grazie a un calendario di chiccosissimi eventi che spazia da Natale a Ferragosto, attraversando FuoriSalone del Mobile e Settimane della moda, è semplicemente diventato uno dei luoghi più belli di Milano. Un tempo Seminario arcivescovile, capolavoro del Barocco lombardo a lungo nascosto agli occhi dei più, nascondeva una meravigliosa architettura cinquecentesca e una corte che una litografia ritrae rigogliosa durante una cerimonia solenne con palme, arbusti ornamentali, piante in vaso e zampilli d'acqua. La memoria di un locus amoenus ricostruita dall'Arcipelago Botanico, installazione site specific dell'artista Agostino Iacurci a cura di Valentina Ciarallo che trasforma la corte in un giardino inedito con otto sculture monumentali che danno vita a una botanica fantastica. Totem che evocano una vegetazione reinventata da un artista che si ispira a discipline diverse: murales, sculture, installazioni e ambienti immersivi che convivono nella sua "pittura espansa" fatta di elementi essenziali e tinte accese. Le piante lavorate artigianalmente esibiscono audacie cromatiche: fucsia e verde, viola e arancione, mattone e magenta, tutti posati su basamenti geometrici composti da colori naturali.