HomeGrossetoCronacaSessant’anni di Wwf, l’intuizione di Pratesi e la prima oasi a Burano“Una delle azioni del neonato movimento fu un atto di grande coraggio, forse quasi di incoscienza”Fulco Pratesi nella sua adorata Maremma, all’interno dell’oasi di Burano, nel territorio CapalbieseRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciCapalbio (Grosseto), 6 luglio 2026 – “Una delle azioni del neonato Wwf fu un atto di grande coraggio, forse di incoscienza”. Così Fulco Pratesi, padre del Wwf, raccontava la nascita dell’oasi di Burano, nel 1967. La prima del giovanissimo Wwf che proprio ieri ha festeggiato sessant’anni dalla fondazione. Era infatti il 5 luglio 1966 quando nello studio di un notaio romano un piccolo gruppo di pionieri guidato da Fulco Pratesi sancì ufficialmente la nascita del Wwf Italia. Da allora sono trascorsi sei decenni di attività ininterrotta per la tutela della natura, un percorso che ha contribuito a trasformare profondamente il rapporto tra la società italiana e il patrimonio naturale del nostro Paese.

Un panda in Maremma

Il secondo passaggio fondamentale nel neonato Wwf lo ha raccontato in più di un’occasione lo stesso Pratesi: “Con appena 800 soci, che pagavano all’epoca mille lire, l’associazione prese in affitto l’Oasi del Lago di Burano, in Maremma, acquistandone i diritti di caccia. Il costo era di quattro milioni, più lo stipendio della guardia”. Negli anni l’associazione del Panda ne ha fatta di strada consierando che attualmente le oasi di proprietà sono circa cento, ma lo spirito è sempre lo stesso del suo fondatore, scomparso da poco più di un anno, il primo marzo dello scorso anno.