Tortolì06 luglio 2026 alle 00:42
Cala il sipario sulla procedura contesa per la nomina del direttore generale del Consorzio di bonifica. Condividendo le motivazioni della sentenza emessa nel 2024 dalla Corte d’appello di Cagliari, la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Gianluca Lilliu, ingegnere estromesso dall’iter per l’assunzione del manager. «Con altro motivo di impugnazione - recita la sentenza - è stata fatta valere analoga censura investente la motivazione della decisione della Corte territoriale, sotto diversi profili.
Per aver essa ritenuto superfluo indagare in ordine alla correttezza e buona fede del Consorzio, nello svolgimento della procedura concorsuale, con particolare riferimento alla mancata applicazione del principio della par condicio dei concorrenti. Per avere travisato la prova emergente dagli atti processuali, ossia per avere, erroneamente, ritenuto che le prime due classificate in graduatoria erano state dichiarate decadute per avere rinunciato all’incarico di direttore generale mentre la loro decadenza era stata, invece, comminata per violazione del comma 3 dell’articolo 10 del bando». In più, scrivono i giudici del collegio presieduto da Annalisa Di Paolantonio, «per aver erroneamente ritenuto che, nei riguardi di Marcello Giacobbe (che a ottobre 2024 ha rinunciato all’incarico), non vi fosse l’incompatibilità della carica di direttore generale con il mantenimento di altro incarico già precedentemente ricoperto nello stesso Consorzio». In sostanza, il Consorzio ha agito seguendo criteri di correttezza e buona fede. L’ente, presieduto da Beppe Giacobbe, è assistito dall’avvocato Arcangelo Guzzo, e Lilliu da Irene Madeddu.







